mercoledì 4 marzo 2015

M.I.L.F. 2.0 (rassegna auto-gestita di musica letteratura filosofia) #1 | COMANECI live | Turnover dj set | Mangia&Bevi | Martedì 10 marzo Ore 21 Unical



Dopo la prima edizione dello scorso anno, torna M.I.L.F., la rassegna auto-gestita di musica letteratura e filosofia, organizzata da Il filo di Sophia.
Appuntamento inaugurale dedicato alla musica con il live dei COMANECI, preceduto da una piccola chiacchierata con gli artisti per conoscere meglio il loro progetto, seguito dal dj set curato dai ragazzi di Turnover Concerti e accompagnato dal nostro solito mangia&bevi comunitario.
Ci ritroveremo sempre in aula F2 (cubo 18C UNICAL) martedì 10 MARZO alle ore 21.

M.I.L.F. 2.0 #1

❒ COMANECI live

❒ TURNOVER dj set

❒ Mangia&Bevi

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M.I.L.F. (musica indipendente letteratura filosofia)

Rivendicare, oggi, il proprio essere “indipendenti” (che si parli di case editrici, gruppi musicali, progetti artistici di ogni sorta) evoca fantasmi radical chic che stentano ad abbandonare le nostre città, sempre più infestate dal vecchio demone dell’estetizzazione. Alberga una strana e perniciosa tendenza in ciò che definiamo “indipendente”: da un lato, si aspira alla più totale autonomia e originalità, ma, paradossalmente, dall’altro, si fa ricorso a una serie di immagini, segni, giochi visivi, concetti, simboli culturali, che, tutti insieme, formano un apparato di convenzioni immediatamente e chiaramente riconoscibile da spettatori e fruitori.
Che senso ha, quindi, scomodare la parola “indipendente” in questo sconfortante quadro di abulia creativa spacciata, tuttavia, per oro colato?
“Indipendente” vuol dire auto-gestione, auto-finanziamento, auto-produzione, possibilità d’espressione senza vincoli, libera circolazione delle idee, senza alcun marchio di fabbrica, difesa di visioni del mondo alternative rispetto all’egemonia culturale esercitata violentemente dai circuiti ufficiali, valorizzazione dei giovani talenti, dare voce a chi non ce l’ha, contribuire a ricostruire il frammentato tessuto sociale, fungendo da spoletta tra città e università.
Così, abbiamo pensato di dare vita a M.I.L.F., una rassegna indipendente che possa, innanzitutto, recuperare il coinvolgimento attivo degli studenti, anche fuori dall'orario curriculare, nonché riallacciare i rapporti tra università e città. Vivere l’università come mero luogo di apprendimento didattico non è più sufficiente, così come un’università che non dialoga con il territorio su cui è nata e fiorita rappresenta uno spazio vuoto, destinato a morire. M.I.L.F. è il simbolo di ciò che è maturo, ma non ancora datato, di ciò che è insoddisfatto, ma ancora attraente, di ciò che sembra irraggiungibile, ma, proprio per questo, sobilla le fantasie più ardite. È un gioco d’immaginazione M.I.L.F., un invito “spinto” alla creatività, un tentativo di abbattere le distanze. In quest’ottica, musica, letteratura, arte e filosofia non possono più rappresentare dame di compagnia con cui trastullarsi per ammazzare il tempo, ma incarnano i viatici attraverso cui “ripensarlo” questo nostro tempo.

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COMANECI

Alle Olimpiadi del 1976 Nadia Comaneci, un’esile ragazzina rumena, lasciò il mondo senza fiato per la grazia con cui fluttuò tra le parallele, vedendosi assegnare il primo “dieci” della storia della ginnastica artistica. A lei, alla leggerezza con cui sorprese ogni aspettativa e arrivò là dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare, rimanda il nome del gruppo ravennate formato da Francesca Amati e Glauco Salvo. Il loro è un progetto musicale minuto e originale, di canzoni semplici in cui il folk incontra il blues, di lentezze acustiche attraversate da una voce sorprendente per la sensualità e l'infanzia che porta con sé. I loro concerti – ospitati spesso in spazi particolari, quasi che il luogo ne sia uno dei protagonisti – sono quanto di più lontano da uno “spettacolo”: piccoli riti collettivi, in cui artisti e pubblico si confondono e la musica è un filo teso, un modo di abitare il mondo, un piccolo tempo donato.
I Comaneci nascono nel 2005 a Ravenna dall'incontro tra Francesca Amati e Andrea Carella, a cui si aggiunge dopo pochi mesi la violoncellista Jenny Burnazzi; il trio produce subito un primo ep autoprodotto, i cui brani vengono scelti da Stefano Mordini per il proprio film di debutto nei cinema, Provincia Meccanica.
Nel 2006 esce il secondo ep, e il gruppo suona dal vivo in tutta Italia e prepara le canzoni per l'album di esordio Volcano, pubblicato l'anno seguente dall'etichetta indipendente romana Disasters By Choice.
Il 2009 è un anno di svolta per la band, che perde due dei componenti della band che rimarrà in mano alla sola Francesca Amati fino all'entrata nel gruppo di Glauco Salvo, con cui subito comincia una lunga serie di concerti, in Italia e all'estero. Nell'estate il duo registra l'ep Girl Was Sent To Grandma in 1914 e l'album You A Lie, con la produzione di Mattia Coletti e Bruno Dorella, che uscirà ad Ottobre dello stesso anno promosso da un tour europeo di un mese. Tra il 2009 e il 2012 i Comaneci suonano negli Stati Uniti, in Austria, Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Grecia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Montenegro, Ucraina, Danimarca e in tutta Italia, e dividono il palco con artisti come Bob Corn, Mattia Coletti, Andrea Rottin, Above The Tree, Father Murphy, Larry Yes And The Tangled Mess, Balmorhea, In Zaire e tanti altri in più di duecento concerti. Tra le altre collaborazioni si ricordano quelle con Giuseppe Palumbo, Ericailcane, Bernardo Carvalho.
Dal 2011 il duo, in collaborazione con Enrico Zambon e Lea Tommasi, tiene ogni anno un laboratorio musicale ospitato dal festival letterario Cabudanne De Sos Poetas, nella cittadina sarda di Seneghe.
Brani tratti dal disco You A Lie vengono scelti ancora una volta da Stefano Mordini per il suo film Acciaio, nelle sale nell'autunno 2012.
L'ultima uscita discografica è Uh!, lavoro che tiene impegnata la band per quasi due anni e che mostra l'affiatamento del duo rafforzato dall'intensa attività dal vivo e concentrato nella ricerca di un percorso sempre più personale. Il disco, registrato da Mattia Dallara al Deposito Zero Studio, esce per Madcap Collective e Fooltribe il 9 Dicembre 2012.

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M.I.L.F. 2.0 (musica indipendente letteratura filosofia) #1
COMANECI live
martedì 10 marzo ore 21
aula F2 cubo 18C UNICAL

*Grazie per il supporto ai ragazzi di Turnover Concerti

Per info, proposte, insulti:
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ilfilodisophia@gmail.com
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VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

mercoledì 18 febbraio 2015

MELTING POT (siamo tutti stranieri) || un dialogo tra Goffredo Fofi e Giacomo Panizza || letture meticce || mangia&bevi d'oltremare || 24 febbraio Ore 19 Unical



"Siamo tutti stranieri per gli altri, ma siamo tutti fragilmente attaccati a un’eco di identità e a una sostanza piccola o grande di privilegio, o di ciò che prendiamo per tale. Solo accettando di essere stranieri tra stranieri, e cioè umani tra umani, creature tra creature, possiamo fare dell’aiuola che ci fa tanto feroci un luogo abitabile per tutti: una piazza, e forse un giardino" (Goffredo Fofi).

Martedì 24 febbraio Il filo di Sophia presenta "Melting pot", una serata di riflessione e condivisione su ciò che, ieri come oggi, vuol dire essere o sentirsi "straniero".
Ci mescoleremo tutti alle ore 19 in aula F2 (cubo 18C UNICAL), per assistere e partecipare al dialogo aperto tra Goffredo Fofi (uno dei più grandi intellettuali militanti italiani, nonché giornalista e critico letterario, teatrale, cinematografico) e Giacomo Panizza (esempio di sacerdote resistente e fondatore della comunità autogestita "Progetto Sud").
A introdurre la serata letture meticce in lingua madre e a chiuderla uno speciale mangia&bevi d'oltremare.

Versione breve per i più pigri:

✪ "Siamo tutti stranieri". Un dialogo tra Goffredo Fofi e Giacomo Panizza

✪ Letture meticce

✪ Mangia&Bevi d'oltremare

*INGRESSO GRATUITO*

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GOFFREDO FOFI

Saggista, critico teatrale e cinematografico, disincantato osservatore politico, Goffredo Fofi è una delle personalità più attive e combattive della cultura italiana. Nel 1955, a diciotto anni, raggiunto dall'eco delle imprese di Danilo Dolci, lascia Gubbio per giungere nella Sicilia del tempo, arcaica e poverissima. È profondamente affascinato dal filosofo di Partinico, dalle sue battaglie a fianco dei disoccupati, dagli scioperi al rovescio, dalla lotta alla mafia costruita sul fondamento di un pacifismo gandhiano a quei tempi ancora sconosciuto in Italia.
In un'intervista pubblicata su la Repubblica del 14 aprile 2007, intitolata "Goffredo contro tutti" e rilasciata in occasione dei suoi settant'anni, spiega che gli scioperi al rovescio: «consistevano, per esempio, nell'asfaltare una strada bianca con un gruppo di disoccupati. E rivendicare il diritto al lavoro». I carabinieri gli firmarono il foglio di via «Per avere insegnato senza percepire stipendio». Lucio Lombardo Radice scrisse in sua difesa un editoriale sulla prima pagina de l'Unità: «Delitto d'alfabeto».
La sua visione da intellettuale engagé è da sempre volta alla costruzione di una rete alternativa alla cultura del consumismo e dell'omologazione. Saggista, critico teatrale, letterario e cinematografico, è divenuto nel tempo una voce autorevole del panorama culturale nazionale. Il suo impegno critico si è incentrato soprattutto sul rapporto tra realtà sociale e la sua rappresentazione artistica. Ha contribuito, con altri intellettuali, alla nascita di riviste storiche come i Quaderni Piacentini, La Terra vista dalla Luna, Ombre rosse, Linea d'ombra.
La sua partecipazione verso le minoranze e i "diseredati" lo ha anche spinto a occuparsi di bambini dei quartieri popolari: fu infatti tra i fondatori a Napoli della "Mensa dei bambini proletari". A questo ha unito una forte partecipazione verso la "questione meridionale" che l'ha spinto a incontrare e frequentare i maggiori meridionalisti del secondo dopoguerra, da Salvemini a Manlio Rossi-Doria. Dalla prospettiva "meridionale" ha realizzato anche riviste come «Dove sta Zazà», con la collaborazione di Stefano De Matteis.
È direttore della rivista Lo Straniero, da lui fondata nel 1997, e ideatore del Premio Lo Straniero. Come consulente editoriale, direttore di riviste e critico militante ha scoperto, incoraggiato, seguito gli inizi di parecchi scrittori, più o meno di successo, come Raul Montanari, Sergio Atzeni, Stefano Benni, Giulio Angioni, Maurizio Maggiani. Attualmente dirige la rivista Gli asini e collabora con le riviste Panorama, Internazionale e Film TV.

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GIACOMO PANIZZA

Don Giacomo Panizza ha fondato nel 1976 a Lamezia Terme “Progetto sud”, una comunità autogestita insieme a persone con disabilità. Il prete entra nel mirino della 'ndrangheta dal 2002, quando spezzò il cerchio della paura prendendo in gestione il palazzo confiscato alla cosca dei Torcasio. Lo stabile dista pochi km dalla famiglia in cui abitano i mafiosi.
Da allora è sottoposto a un programma di protezione. Ha scritto numerosissimi saggi e brevi contributi, apparsi non solo su riviste di settore, ma anche in diversi libri.
Don Panizza Interpreta, con il suo continuo presidio sul territorio, un impegno non solo fisico, ma soprattutto spirituale, un sentimento che le cosche tendono a reprimere. Nel suo libro “Qui ho conosciuto purgatorio inferno e paradiso” racconta di una terra: “dove mi è piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, dove ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso”.

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MELTING POT
(siamo tutti stranieri)
martedì 24 febbraio ore 19
aula F2 cubo 18C UNICAL

per info: ilfilodisophia@gmail.com
ilfilodisophia.blogspot.it
facebook.com/ilfilodisophiaunical

Vi aspettiamo numerosi!